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flotte marittime

Flotte marittime

La storia della navigazione siciliana di traffico regolare, affonda le sue radici tra la fine del '700 e i primi anni del '800 quando, arditi imprenditori armarono i primi velieri che facevano la spola fra il mar Mediterraneo e le lontane indie orientali.
La via delle spezie era ben nota e numerosi Comandanti siciliani che lasciarono importanti tracce e diari di viaggio lunghi e pieni di sorprendenti notizie. Oltre ad esercitare infatti, il loro ruolo principale di capo della spedizione, erano costretti di volta in volta a dovere curare gli interessi degli armatori, dovendo prendere decisioni relative a scelte commerciali e tecniche a causa della indisponibilità delle merci programmate, avarie, malattie, e quant'altro.

Fra i tanti validi ed affidabili nomi di comandanti di vere e proprie navi a vela cui la Sicilia ha dato i natali, ci piace ricordare un personaggio di cui tanto è stato scritto e che con impegno, serietà e successo portò a termine diverse spedizioni realmente impegnative.
Vincenzo Di Bartolo nato ad Ustica nel 1802, frequentò gli studi marittimi a Palermo, città dove, già a quel tempo, esisteva un importante Istituto Nautico. I suoi viaggi, finanziati da importanti commercianti palermitani, ne occuparono buona parte della vita e non si ricordano incidenti tali da compromettere i beni (navi e merci) affidatigli. Nel 1845, effettuava il suo terzo viaggio verso Sumatra!
Ma il traffico regolare sia per quanto riguarda i passeggeri che i carichi di ogni tipo si trasformerà radicalmente nel periodo storico di transizione dalla vela alle prime macchine a vapore.Le prime navi a vapore portavano scaramanticamente ancora alberature di emergenza o di incremento della velocità.
Una lunga linea generazionale di armatori che nel contempo erano anche industriali illuminati e con interessi variegati, i Florio sono da considerarsi i padri delle linee di navigazione regolare per merci e passeggeri, in Sicilia.

Le origini di questa notissima famiglia sembrano risalire prima dell'ottocento alla Calabria. Trasferiti però a Palermo si espansero nel commercio armando in proprio prima i velieri e creando poi una flotta a vapore che divenne famosa nel mondo.
Nessun altro imprenditore siciliano riuscì mai a raggiungere le dimensioni dei Florio che estendevano i propri interessi alle tonnare, zolfatare, al commercio dei vini tipici, ceramiche, commerciando in altri innumerevoli settori.
Pur avendo iniziato con navi a vela, presto si resero conto che il futuro stava proprio nella moderna navigazione a vapore.
Proprio in quegli anni lanciarono una originale linea regolare che effettuava il giro della Sicilia.La flotta presto divenne molto numerosa sia con vapori propri che noleggiati. Le linee regolari coprivano innumerevoli tratte sia regionali che nazionali.
Nel medesimo momento storico, un altro grandissimo armatore, il Rubattino, estendeva così come i Florio la propria flotta accaparrandosi parecchie tratte nazionali e i primi collegamenti regolari con Marsiglia.

A metà dell'800 apparvero i primi vapori in ferro e nel 1858 fu varato il primo costruito interamente in Italia dal cantiere Orlando di Livorno. Il SICILIA, stazzava 74 tonnellate ed era munito di macchine inglesi della forza di 20 cavalli nominali.
La stabilità dei traffici commerciali, l'affidabilità dei vapori che con successo portavano a compimento i viaggi nazionali e oceanici, diedero grande impulso allo sviluppo delle assicurazioni corpi e merci.
Dopo la nascita in Inghilterra, le «scommesse» sui viaggi dei velieri prima e dei vapori dopo, si sviluppò creando le prime reti di agenti che curavano la raccolta di premi assicurativi.
In questo contesto la famiglia Castellano si inserì con buon tempismo nel settore del piccolo armamento e soprattutto delle assicurazioni e perizie marittime.

Le fortune dei Florio continuavano a crescere e prosperare, con una amministrazione sana ed accurata, e nel settore armatoriale la flotta vantava innumerevoli vapori che avevano ulteriormente incrementato il proprio lavoro.
Quando nei primi del 900 i Florio e i Rubattino decisero di unificare le proprie aziende creando una immensa flotta che contava circa 100 navi, il Castellano iniziò nel suo studio palermitano a lavorare per creare una polizza costruita su misura per poter coprire i rischi corpi e merci di questi imprenditori.
L'originalità del lavoro del Castellano consistette nel proporre costi e condizioni concordati con l'Armamento, creando un importante riparto di coassicurazione, affidando le quote alle più importanti Compagnie Italiane e Straniere.

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